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Webradio Bonfigli

L’intervista

«Scegliere assecondando le proprie attitudini Importante il ruolo dei genitori: mai imporsi»

La coach Sara Bodio spiega come orientarsi per le superiori
Confrontarsi sempre


Intervista alla coach Sara Bodio

Quali consigli ai ragazzi nella scelta della scuola superiore?

«Avete scoperto cosa vi riesce facile, in quale modalità preferite fare le cose, in quale ambito potreste sentirvi realizzati rendendo anche più felici gli altri? Rispondere a queste domande significa conoscere se stessi. Dovrete sperimentarvi, osservare, incontrare adulti, maestri, modelli a cui ispirarvi».

Perché gli adulti hanno scelto con maggior facilità di noi?

«Questi adulti alla vostra età si sono trovati a scegliere all’interno di un mondo apparentemente più piccolo. Oggi la vostra curiosità può spaziare verso nuovi mestieri e pensare di scegliere in via definitiva sembra darvi la sensazione di limitarvi».

Come possono i genitori aiutare i propri figli a scegliere la scuola superiore?

«I genitori dovrebbero educarvi con amore, autorevolezza e curiosità senza imporvi le proprie aspettative o proiettare su di voi i propri desideri mancati».

E se il ragazzo ha dei ripensamenti? I genitori come possono sostenere i figli?

«La difficoltà più grande per un genitore è scendere nel profondo della motivazione di questa crisi: questi momenti richiedono fiducia, scambio e confronto».

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DUC IN ALTUM – Un villaggio educante

Un villaggio educante per vivere la scuola da Fuoriclasse

Perugia | 2019–2021

Duc in Altum – “Prendi il largo” – è stato un progetto educativo e territoriale promosso dall’Abbazia Giovane di Montemorcino e sostenuto dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia, nato con l’obiettivo di costruire una vera comunità educante intorno a ragazze e ragazzi.

Un progetto che ha messo in relazione scuola, famiglia, educatori, professionisti e territorio, nella convinzione che accompagnare un adolescente nella crescita significhi offrirgli occasioni per conoscersi, sperimentarsi, riconoscere le proprie risorse e immaginare il proprio futuro.

Il progetto ha coinvolto oltre 350 ragazze e ragazzi dagli 11 ai 18 anni, attraverso percorsi formativi, esperienziali, educativi e orientativi.

Il mio ruolo

All’interno di Duc in Altum ho partecipato come Life & Teen Coach, mettendo a disposizione il mio approccio al coaching con adolescenti e il mio lavoro sull’orientamento e sulla crescita personale.

È stata un’esperienza particolarmente significativa perché mi ha permesso di lavorare all’interno di una rete educativa, confrontandomi con professionisti e realtà diverse e contribuendo a un’idea di orientamento inteso non soltanto come scelta scolastica o professionale, ma come percorso di consapevolezza della persona.

Accompagnare un ragazzo significa infatti aiutarlo a fermarsi, ascoltarsi, riconoscere ciò che sa fare, ciò che ama e ciò che desidera diventare, per poter compiere scelte più consapevoli.

Una comunità che orienta

Uno degli aspetti che più ho sentito vicino al mio modo di lavorare è stata l’idea di una comunità orientativa ed educante.

L’orientamento non appartiene esclusivamente alla scuola e non inizia nel momento in cui bisogna scegliere un indirizzo di studi: è un processo che accompagna la crescita e che diventa più efficace quando ragazzi, adulti, scuola, famiglia e territorio riescono a dialogare.

Questa esperienza ha rappresentato per me un’importante occasione di confronto e di crescita professionale e ha rafforzato una convinzione che ancora oggi guida il mio lavoro:

ogni ragazzo ha risorse, talenti e possibilità che hanno bisogno di essere riconosciuti, ascoltati e accompagnati.

Un’esperienza da raccontare

Nel marzo 2021 l’esperienza di Duc in Altum è stata al centro dell’iniziativa “Testimoni del futuro. Quando la comunità educante si fa orientamento”, promossa dall’Archidiocesi di Perugia-Città della Pieve.

In quell’occasione sono stata invitata, in qualità di Life & Teen Coach, insieme ad altri professionisti coinvolti nel progetto, a raccontare l’esperienza maturata all’interno di Duc in Altum e il valore di una comunità che si mette a servizio della crescita dei ragazzi.

Video di presentazione del progetto

Video di presentazione del progetto per le scuole

Guarda l’intervista

Guarda le immagini del progetto


Duc in Altum mi ha lasciato una parola che continua ad accompagnare il mio lavoro:

PRENDERE IL LARGO.

Perché orientare non significa indicare una strada,
ma aiutare un ragazzo a scoprire di poter scegliere la propria.

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Sara in caccia di talenti nascosti nelle periferie

Una gioventù destinata a perdersi, a commettere reati all’infinito, se qualcuno non corre in aiuto, pronto a sintonizzarsi su una lunghezza d’onda conosciuta da pochi. Nel 2014, un’amica, Fabiana Codiglioni fondò un’associazione, “Risorse e Talenti” che svolge attività di istruzione e accompagnamento di giovani, tra cui ragazzi in difficoltà, in alcuni casi, già finiti sotto il mirino della giustizia. Un lavoro complesso, con risultati che non si ottengono con la bacchetta magica, anzi le cadute sono propedeutiche per rialzarsi. Contano i risultati, come in tutti i campi, ma quelli ottenuti non vengono sbandierati ai quattro venti, a meno che un giorno accada di imbattersi in un ragazzo talentuoso. “I talenti appartengono a tutti, il nostro compito è individuarli e incanalarli nella giusta direzione. Per Blindi, il ragazzo di cui ci siamo occupati per il nido dopo la sua maggiore età e i suoi successi ottenuti a per uno talento artistico avevano elevato, fuori dal comune. Ha spopolato da subito con il suo canale You Tube, seguito da migliaia di follower: le sue prime canzoni erano molto incisive, orecchiabili, ricordo una delle prime, ‘Sotto sti palazzi’, che gli ha aperto le porte della televisione partecipando al programma X Factor. Quali meriti ha l’Associazione per quest’uomo? Non ci piace salire sul carro del vincitore, solo Blindi e la sua famiglia possono dirlo: abbiamo contribuito alla sua formazione, a rafforzare la sua autostima. Il nostro è un lavoro dietro le quinte, silenzioso, anche per motivi di privacy”.

Per Bodio e per la sua Associazione sono altre decine di giovani usciti dal fango dove erano finiti per motivi diversi, ma certamente legati all’ambiente in cui sono stati cresciuti, abbiano avuto scarsa partecipazione all’attività scolastica hanno fatto il resto. Da fuori può sembrare che tutti i casi di disagi si somiglino, ma non è così, ciascuno ha dei valori formativi, racconti e ogni dove vi è importantissimo. Quando il quadro è delineato si iniziano i colloqui, si prova a stabilire una relazione fiduciaria, si comprende il potenziale umano e di apprendimento. Per Maurizio (nome di fantasia) il sogno era di lavorare nella ristorazione. Il suo passato era compromesso da anni di spaccio di sostanze, figlio di genitori con carichi penali e dipendenze: oggi lavora e progetta il suo futuro come gestore di un locale, un piccolo imprenditore, come sognava quando lo incoraggiavano a frequentare l’Istituto Alberghiero di Assisi, per supportarlo poi nella ricerca del primo lavoro come barista. La stessa gioia regalata Margherita, una ragazza Rom che dal campo di una periferia di Roma si è trasferita in città per iniziare una nuova vita e dopo un anno di redenzione ha chiesto a Sara di essere la madrina di una figlia voluta. “Quella richiesta mi ha commosso, perché accompagna da un desiderio: qualcuno che si sarebbe presa cura della piccola come avevano fatto per la mamma”. C’è anche la storia di Marco che, per prima di conoscere suo figlio, dovrà raggiungere la maggiore età, ma soprattutto dovrà completare il percorso di consapevolezza, che prevede anche la prova di aver imparato a giocare con i bambini. I casi di cui ci occupiamo e che ci vengono assegnati da giudici e servizi sociali sono storie di vita, che obbligano tutti a vivere intensamente. Occorre amore, determinazione e pazienza e sacrifici che, non sempre, bastano per arrivare al lieto fine. Anzi, occorre considerare anche l’insuccesso, perché le dinamiche che mettiamo in moto hanno a che fare con la matematica”.

Mario Mariano

Approfondisci il progetto

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Progetti in cantiere

La creatività come occasione di lavoro

Per trenta ragazzi la sfida è già iniziata

di Filippo Partenzi

SPOLETO

L’obiettivo è quello di fornire alle giovani generazioni nuove competenze ed abilità spendibili poi nel mondo del lavoro. È il bilancio registrato fin qui, nonostante le complicazioni connesse all’emergenza sanitaria, è più che positivo. Sono infatti oltre 30 i ragazzi, con un’età compresa tra i 14 e i 20 anni, coinvolti dall’iniziativa dal titolo Progetti in cantiere promossa dalle associazioni Uovo di Colombo, Bisse e I Miei Tempi.

Ad ospitare i laboratori ludico-didattici, ripresi nei giorni scorsi dopo lo stop imposto a marzo, sono il Creative Hub Cantiere Oberdan e lo Spazio Collicola. «La risposta è stata buona – ha detto la responsabile Agnese Talegalli – ed è bello vedere i ragazzi così attivi ed interessati agli argomenti proposti».

I corsi, tenuti da professionisti qualificati e finanziati dalla Regione mediante le risorse messe a disposizione dal Ministero delle politiche sociali, prevedono l’utilizzo di molteplici tecniche artistiche e creative che mirano a stimolare l’immaginazione degli allievi.

«Il gruppo di teatro sta lavorando, insieme a Jarred McNeil, sul ritmo e sul movimento». Quello di cinema invece, ideato da Graziella Bildesheim, sta consentendo ai partecipanti di conoscere i protagonisti di questo settore (registi, attori, autori). A registrare un buon successo sono pure le lezioni di musica con Claudio Scarabottini mentre il laboratorio dedicato all’orientamento e al coaching, a cura di Sara Bodio, si è concluso di recente.

«Era composto da giovani di 18 e 19 anni, che avevano l’esigenza di confrontarsi e chiedere informazioni per il loro futuro».

Scatterà invece a settembre “Vite in movimento” (11 gli incontri in programma) che permetterà ai frequentanti di scoprire, in compagnia delle insegnanti Arianna De Angelis e Sara Libori, tutti i segreti della danza contemporanea e dell’improvvisazione guidata.

Iscriversi, oltre che gratuito, è facile: basta collegarsi alla pagina Facebook ufficiale di Progetti in cantiere e compilare il form online con le informazioni richieste.

«Stiamo pensando di fare una piccola presentazione finale – ha rivelato la Talegalli – che metta insieme e celebri i vari percorsi. Vediamo come costruirlo. Il nostro intento è quello di creare una rete intorno al cantiere Oberdan e farlo diventare un punto di riferimento e di aggregazione per i giovani del territorio».

La struttura situata in piazza San Gabriele dell’Addolorata, nelle prossime settimane, diventerà quindi una vera e propria fucina di nuovi talenti.

Obiettivi ambiziosi

«È ripresa la caccia ai nuovi talenti»

Gli organizzatori puntano a una presentazione finale che riunisca e valorizzi i diversi percorsi laboratoriali.

Progetti in cantiere

Aumentano le richieste ai laboratori promossi da alcune associazioni locali.

Attualmente sono 30 i ragazzi, con un’età compresa tra i 14 e i 20 anni, coinvolti.

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Conosci te stesso: Sei a buon punto

Conosci te stesso: sei a buon punto

Decidere cosa fare da grandi?

L’imperativo delfico come massima per scoprire i nostri talenti

Decidere che cosa fare da grandi, e quindi quale scuola superiore scegliere, ci crea tanta ansia perché siamo tormentati dalla paura di sbagliare. Ci preoccupiamo di quello che possono pensare gli altri e le loro opinioni spesso ci condizionano, tendiamo spontaneamente a seguire la massa senza considerare i nostri veri desideri. Decidere ci crea ansia perché siamo influenzati dalle pressioni e dalle opinioni di adulti e genitori che non ci ritengono maturi per compiere una scelta autonoma e così, a volte, finisce che ci rifiutiamo di guardarci dentro per non assumerci alcuna responsabilità.

Nel corso del triennio della Scuola Secondaria di I grado, abbiamo avuto la possibilità di svolgere tanti progetti e attività che ci hanno aiutati a costruire la nostra identità, a renderci consapevoli dei nostri punti di forza e delle nostre attitudini. Per qualcuno le attività di scratch e coding sono state fondamentali per far emergere la propria passione in ambito logico-matematico e informatico, altri hanno scoperto l’interesse per lettere grazie ai laboratori di scrittura creativa e agli incontri con gli autori in classe. Altri ancora, cimentandosi nello studio di uno strumento, essendo la nostra scuola ad indirizzo musicale, coltivano il sogno di fare della musica una professione.

Pensandoci bene, crediamo che ogni giorno trascorso a scuola sia stato importante per arrivare a prendere una decisione personale ed efficace insegnandoci che è importante tenere conto dei propri interessi, ma anche delle attitudini personali. In questo percorso di crescita e conoscenza di noi stessi, l’aiuto più prezioso che la scuola ci ha offerto è stato lo sportello di ascolto, gestito da una coach motivazionale, che ci ha aiutati a renderci più consapevoli nel riconoscere i nostri veri talenti e le nostre reali attitudini, ad individuare quali limiti o difficoltà potrebbero impedire la realizzazione dei nostri sogni, senza smettere mai di continuare a sognare.

Abbiamo compreso bene che se si ha un’idea precisa di ciò che si desidera sarà più facile capire come realizzarla. Per esempio: se si desidera essere felici senza interrogarsi su che cosa si intenda per felicità, non sarà facile capire quali scelte compiere. “Progetto” deriva dal latino pro avanti e jectus ossia l’atto di gettare quindi “gettarsi avanti con la mente”, immaginando come realizzare ciò che si ha intenzione di fare. Non è semplice, nella vita si possono incontrare ostacoli e limiti, l’importante è imparare anche ad accettare piccoli compromessi senza mai abbandonare i propri ideali. Stiamo crescendo e vogliamo scegliere, consapevoli e liberi, il nostro futuro cogliendone sfide e gioie perché è così che si diventa grandi.

foto di copertina

Progetti USSM – Ufficio di Servizio Sociale per i Minorenni di Perugia

TEEN COACHING E ORIENTAMENTO

Nel circuito della giustizia minorile

USSM – Ufficio di Servizio Sociale per i Minorenni di Perugia
2015 – 2018

Un’esperienza pluriennale di Teen Coaching e Orientamento Vocazionale (MOV) rivolta a ragazzi e ragazze inseriti nel circuito della giustizia minorile.

Un lavoro delicato, nel quale l’orientamento non significava semplicemente scegliere una scuola o un lavoro, ma accompagnare ciascun ragazzo a rileggere la propria storia, riconoscere le proprie risorse e iniziare a immaginare un futuro possibile.

Ripartire dalle proprie forze

Il punto di partenza era una domanda fondamentale:

“Quali risorse posso mettere in campo per cambiare la mia situazione?”

Attraverso il Metodo di Orientamento Vocazionale (MOV) e gli strumenti del Coaching Umanistico, il percorso lavorava sulla conoscenza di sé, sulle potenzialità e sulle possibilità concrete di costruire un progetto personale.

L’obiettivo era favorire una maggiore consapevolezza delle proprie forze e accompagnare i ragazzi verso una nuova lettura di sé, delle proprie capacità e delle proprie possibilità.

Il progetto di vita

In questo contesto, parlare di orientamento significava andare oltre la scelta professionale.

Significava lavorare sulla possibilità di costruire un progetto di vita.

Un progetto capace di tenere insieme:

  • consapevolezza di sé;
  • riconoscimento delle proprie potenzialità;
  • responsabilità e capacità di scelta;
  • relazioni;
  • formazione;
  • interessi e motivazioni;
  • prospettive scolastiche e professionali;
  • possibilità concrete di cambiamento.

Il coaching diventava così uno spazio nel quale il ragazzo poteva iniziare a guardare alla propria storia non soltanto attraverso ciò che era accaduto, ma anche attraverso ciò che avrebbe potuto ancora costruire.

Un lavoro di rete

L’esperienza si è sviluppata attraverso la collaborazione con diversi enti e realtà del territorio, all’interno di percorsi rivolti ai minori e alle loro famiglie.

I progetti

C.R.E.S.C.O. – 1ª edizione
Novembre 2016 – giugno 2017
In collaborazione con Risorse & Talenti

C.R.E.S.C.O. – 2ª edizione
Novembre 2017 – settembre 2018
In collaborazione con Risorse & Talenti

GOAL
Settembre 2016 – giugno 2018
In collaborazione con Media-Work Perugia

ROAD – Ragazzi Oggi, Adulti Domani
Settembre 2016 – settembre 2018
In collaborazione con Cooperativa ASAD

Una Bussola nel tessuto sociale
Luglio 2015 – marzo 2016
In collaborazione con FLAIR – Gestione e Valorizzazione del Conflitto

Il mio ruolo

Ho lavorato come Teen Coach e orientatrice MOV, accompagnando i ragazzi in percorsi individuali e di orientamento finalizzati alla conoscenza delle proprie risorse e alla costruzione di nuove prospettive.

Un lavoro nel quale la relazione rappresentava il primo strumento.

Perché prima di chiedere a un ragazzo “Cosa vuoi fare?”, spesso è necessario aiutarlo a rispondere a domande ancora più profonde:

Chi sono?
In cosa sono capace?
Cosa posso cambiare?
Che cosa voglio diventare?

Storie per raccontare il metodo

A volte il modo più efficace per raccontare un’esperienza professionale non è descrivere un metodo, ma raccontare un incontro.

“Ad Arianna” è una lettera scritta simbolicamente a una delle ragazze incontrate in questo percorso.

Racconta il primo incontro, le aspettative, la diffidenza, il silenzio e soprattutto il tentativo di proporre un modo diverso di guardare alla persona: non attraverso ciò che ha fatto, né attraverso la storia che gli adulti hanno raccontato di lei, ma attraverso le risorse e il potenziale che ancora possiede.

Una storia vera nata da uno dei progetti di coaching realizzati con l’USSM di Perugia.

La chiamavo così, affettuosamente, “la mia zingarella”.
Questa è una delle storie che più di altre mi ha ricordato perché, nel mio lavoro, scelgo di guardare prima la persona e poi la sua storia, i suoi errori, le sue difficoltà.

È una storia di fiducia, di cadute e di nuove possibilità.
Una storia che forse non racconta un “successo” nel senso in cui siamo abituati a misurarlo, ma racconta qualcosa di più importante: la possibilità di scegliere, ancora una volta, chi provare a diventare.

DICONO DEL PROGETTO
Il progetto ROAD nel Rapporto di valutazione della Regione Umbria.

[LEGGI IL RAPPORTO DELLA REGIONE]

Dall’esperienza alla condivisione

Il lavoro svolto con i ragazzi è stato accompagnato anche da momenti di confronto e condivisione con assistenti sociali, educatori e altri professionisti impegnati nei percorsi di accompagnamento dei giovani.

L’esperienza sul campo è diventata così anche occasione per condividere strumenti, riflessioni e prospettive sull’orientamento e sulla costruzione del progetto di vita.

Approfondimenti

Rassegna stampa e approfondimenti sull’esperienza. Giovani e contesto sociale

Rassegna stampa e approfondimenti sull’esperienza. Testimonianze dall’Umbria” – trasmissione TeF

Rassegna stampa e approfondimenti sull’esperienza. SARA A CACCIA DI TALENTI


Una bussola, non una strada già tracciata

Il compito dell’orientamento non è scegliere la strada al posto dell’altro.

È aiutare una persona a riconoscere di avere risorse, possibilità e capacità di scelta.

Anche quando la storia personale è complessa.

Anche quando il punto di partenza è difficile.

Perché un progetto di vita può cominciare proprio dal momento in cui una persona torna a pensare che il proprio futuro non sia già scritto.

FOTO ForgiAMO, «full immersion» nei media milanesi

ForgiAMO, «full immersion» nei media milanesi

Martina Sedita, 20 anni, abita a Castrofiliippo (Agrigento), paese di circa 3.000 abitanti nel sud della Sicilia. Ha fatto proprio lo spirito della cabarettista Teresa Mannino, che in uno spettacolo racconta l’impatto di una palermitana con la frenesia di Milano. «Qui va tutto veloce — dice Sedita — la gente non si ferma mai. E la metropolitana… Da far girare la testa».

Nell’ambito del progetto ForgiAmo, con altri cinque ragazzi ha trascorso tre giorni nella metropoli lombarda: visita alla sede di Google guidata dall’industry manager Alberto Carlini; partecipazione alla riunione di redazione del quotidiano Avvenire in videoconferenza con la sede di Roma; confronto con Mauro Meazza, caporedattore centrale del Sole 24 Ore; dialogo con Alessandro Milan, conduttore di Radio 24, e con Barbara Guerzi, marketing manager del Gruppo 24 Ore. Un’esperienza ricca di stimoli: così tanti, appunto, da far girare la testa. Ma il progetto, di cui Anspi è capofila e che mira all’avvio di nuove start up, dopo tanta formazione aveva necessità di un confronto.

«Quell’abisso riscontrato dalle ragazze della Sicilia rispetto al modo di vivere milanese — conferma la coach Sara Bodio, 39 anni, che passo dopo passo segue i corsisti di ForgiAmo — è stato uno stimolo forte per ripensare quanto fatto finora. Uno dei suggerimenti raccolti è stato di non innamorarci delle nostre idee ma di avere la capacità di rimetterle in discussione».

La visita di studio a Milano si è svolta il 16-18 ottobre e, oltre al gruppo siciliano, ha coinvolto anche quelli di Veneto e Umbria. Davide Piubello, veronese di 25 anni, ha per esempio concentrato l’attenzione sugli aspetti di sostenibilità ecologica del prodotto presentando un longboard di nuova concezione, cioè una tavola simile allo skateboard ma con prestazioni tecniche differenti. E proprio l’aspetto comunicativo della sostenibilità è finito sotto analisi, cercando di capire se davvero esso rappresenti un punto di forza nella proposta al pubblico. «Le linee progettuali — riprende Bodio — agli occhi di persone competenti ma estranee possono assumere connotazioni diverse che finiscono per stravolgere l’idea iniziale. Questo però non dev’essere un freno ma uno stimolo, perché l’innovazione procede spesso attraverso fallimenti e riproposizioni rivedute e corrette». ForgiAmo, che gode di un finanziamento erogato da Poste Insieme onlus, si concluderà il 31 dicembre. (s.db.)

Didascalia foto: La visita alla sede di Google

la storia di blind

La storia di Blind

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Progetto ForgiAMO riscopriamo talenti

Sabato 18 febbraio 2017 — Perugia

Nasce a Perugia il progetto Anspi rivolto a giovani creativi Nove mesi di formazione in design e marketing e una start up

“Forgiamo” talenti

Così dieci ragazzi faranno impresa

PERUGIA

Nasce a Perugia il progetto “Forgiamo. Riscopriamo i talenti”, operativo da marzo a dicembre 2017 anche in altre due regioni, la Sicilia (Agrigento) e il Veneto (Verona), rivolto a giovani creativi tra i 16 e i 30 anni che dovranno far pervenire la domanda di partecipazione, prevista dal relativo bando, entro e non oltre le ore 12 dell’8 marzo 2017 (il modello è scaricabile dal sito: www.umbria.anspi.it o su Facebook/Progetto-Policoro-Perugia).

“Forgiamo” è promosso grazie all’esperienza di oratori e circoli Anspi impegnati da tempo a fornire strumenti a giovani volenterosi di formarsi e di progettare, creare ed animare spazi fisici in tre diversi contesti regionali cardini (Sicilia, Veneto e Umbria) con il sostegno della Fondazione Poste Insieme Onlus all’interno delle progettualità cofinanziate per l’annualità 2016/2017.

“Forgiamo” è sostenuto anche dal Forum degli Oratori Italiani e rientra nelle attività del “Progetto Policoro” della Cei, che vede impegnati anche a livello diocesano gli Uffici di pastorale giovanile, per i problemi sociali e il lavoro e la Caritas, e vuole essere una risposta concreta alla difficoltà dei giovani di trovare una prima occupazione.

“Vogliamo accompagnare i giovani a investire bene i loro talenti, come ci insegna la Parola di Dio”. Dice don Riccardo Pascolini, trentacinquenne sacerdote perugino, responsabile della Pastorale diocesana e del coordinamento oratori umbri.

“Forgiamo” permetterà a trenta giovani (dieci per ciascuna regione interessata) di partecipare, si legge nel regolamento, a percorsi formativi non formali legati alla creazione di un’impresa/cooperativa/organizzazione creativa e tecnologica/sociale, all’elaborazione di un business plan, all’implementazione di progetti integrati, per poi entrare in relazione con professionisti del territorio in differenti settori quali: arte, design, architettura, creatività, cultura, artigianato (sartoria e falegnameria), informatica, digital communication.

Nei nove mesi di percorso del progetto ci saranno due fasi: nella prima sarà offerta ai giovani selezionati nelle tre regioni una formazione trasversale di 20 ore; nella seconda fase i selezionati parteciperanno ad una formazione specifica di 60 ore.

A Perugia “Forgiamo” coinvolge ed è sostenuto da diverse realtà impegnate nel mondo giovanile, ad iniziare dall’Asad. Società Cooperativa Sociale. “Patrocinano” il progetto anche il Comune di Perugia, l’associazione Wlo Word, il Forum Regionale dei Giovani dell’Umbria, i gruppi Scout Agesci, il Comitato Regionale Anspi e Umbria Radio (Radio Augusta Perusia, Soc. Cooperativa Umbria Radio).

Nel capoluogo umbro i dieci giovani che parteciperanno al progetto saranno individuati e selezionati in base a competenze, titoli di studio e, soprattutto, se non studiano, non si formano e non lavorano. Questi, definiti “Neet”, in Umbria sono il 19% del totale dei giovani.

Nello specifico, otto dei giovani selezionati parteciperanno ad un percorso che si strutturerà nei mesi di aprile e maggio per approfondire, grazie all’aiuto dell’Istituto Italiano del Design, temi riguardanti la comunicazione visiva e il digital marketing; mentre gli altri due giovani saranno formati dal Wlo Word sul tema Social Media Marketing.

“Al termine della formazione – evidenzia il regolamento di partecipazione – i giovani selezionati, accompagnati da dei tutor, si sperimenteranno per 20 ore settimanali, fino alla fine del progetto, nelle attività apprese, per realizzare prodotti, beni e servizi così da poter concretizzare le proprie idee imprenditoriali.

Le progettualità realizzate verranno presentate e pubblicizzate in eventi pubblici. Le idee progettuali più meritevoli potranno accedere a processi di valutazione ed eventuale crowdfunding attraverso il portale Eppela, supportato da Poste Italiane, e il progetto PostePay Crowd”.

Per quanto riguarda i dieci giovani umbri, al termine di “Forgiamo”, potranno creare una piccola società start up imprenditoriale.


Generazione Neet

In Umbria sono il 19% gli under 30 senza lavoro, che non si formano e non studiano

Riscopriamo i talenti

Parte da Perugia il progetto Anspi rivolto a giovani creativi, alla ricerca di lavoro nel fare impresa.