Una gioventù destinata a perdersi, a commettere reati all’infinito, se qualcuno non corre in aiuto, pronto a sintonizzarsi su una lunghezza d’onda conosciuta da pochi. Nel 2014, un’amica, Fabiana Codiglioni fondò un’associazione, “Risorse e Talenti” che svolge attività di istruzione e accompagnamento di giovani, tra cui ragazzi in difficoltà, in alcuni casi, già finiti sotto il mirino della giustizia. Un lavoro complesso, con risultati che non si ottengono con la bacchetta magica, anzi le cadute sono propedeutiche per rialzarsi. Contano i risultati, come in tutti i campi, ma quelli ottenuti non vengono sbandierati ai quattro venti, a meno che un giorno accada di imbattersi in un ragazzo talentuoso. “I talenti appartengono a tutti, il nostro compito è individuarli e incanalarli nella giusta direzione. Per Blindi, il ragazzo di cui ci siamo occupati per il nido dopo la sua maggiore età e i suoi successi ottenuti a per uno talento artistico avevano elevato, fuori dal comune. Ha spopolato da subito con il suo canale You Tube, seguito da migliaia di follower: le sue prime canzoni erano molto incisive, orecchiabili, ricordo una delle prime, ‘Sotto sti palazzi’, che gli ha aperto le porte della televisione partecipando al programma X Factor. Quali meriti ha l’Associazione per quest’uomo? Non ci piace salire sul carro del vincitore, solo Blindi e la sua famiglia possono dirlo: abbiamo contribuito alla sua formazione, a rafforzare la sua autostima. Il nostro è un lavoro dietro le quinte, silenzioso, anche per motivi di privacy”.
Per Bodio e per la sua Associazione sono altre decine di giovani usciti dal fango dove erano finiti per motivi diversi, ma certamente legati all’ambiente in cui sono stati cresciuti, abbiano avuto scarsa partecipazione all’attività scolastica hanno fatto il resto. Da fuori può sembrare che tutti i casi di disagi si somiglino, ma non è così, ciascuno ha dei valori formativi, racconti e ogni dove vi è importantissimo. Quando il quadro è delineato si iniziano i colloqui, si prova a stabilire una relazione fiduciaria, si comprende il potenziale umano e di apprendimento. Per Maurizio (nome di fantasia) il sogno era di lavorare nella ristorazione. Il suo passato era compromesso da anni di spaccio di sostanze, figlio di genitori con carichi penali e dipendenze: oggi lavora e progetta il suo futuro come gestore di un locale, un piccolo imprenditore, come sognava quando lo incoraggiavano a frequentare l’Istituto Alberghiero di Assisi, per supportarlo poi nella ricerca del primo lavoro come barista. La stessa gioia regalata Margherita, una ragazza Rom che dal campo di una periferia di Roma si è trasferita in città per iniziare una nuova vita e dopo un anno di redenzione ha chiesto a Sara di essere la madrina di una figlia voluta. “Quella richiesta mi ha commosso, perché accompagna da un desiderio: qualcuno che si sarebbe presa cura della piccola come avevano fatto per la mamma”. C’è anche la storia di Marco che, per prima di conoscere suo figlio, dovrà raggiungere la maggiore età, ma soprattutto dovrà completare il percorso di consapevolezza, che prevede anche la prova di aver imparato a giocare con i bambini. I casi di cui ci occupiamo e che ci vengono assegnati da giudici e servizi sociali sono storie di vita, che obbligano tutti a vivere intensamente. Occorre amore, determinazione e pazienza e sacrifici che, non sempre, bastano per arrivare al lieto fine. Anzi, occorre considerare anche l’insuccesso, perché le dinamiche che mettiamo in moto hanno a che fare con la matematica”.
Mario Mariano



