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Sportello di coaching all’ITET Capitini

COMUNICATO STAMPA

ITET “ALDO CAPITINI” E ASSOCIAZIONE “RISORSE E TALENTI” INSIEME PER IL PROGETTO DI ASCOLTO E ACCOMPAGNAMENTO DEGLI STUDENTI

Il percorso di supporto educativo, orientamento e crescita personale rivolto ai ragazzi dell’istituto proseguirà anche il prossimo anno scolastico. Il preside Improta: «Il rinnovo del progetto conferma la nostra volontà di mettere al centro il benessere degli studenti»

PERUGIA, 21 maggio 2026 – Proseguirà anche nel prossimo anno scolastico il percorso di mentoring e supporto educativo rivolto agli studenti dell’ITET “Aldo Capitini” di Perugia, realizzato in collaborazione con l’associazione “Risorse & Talenti”. È la prosecuzione di un’esperienza avviata già nel 2021, quando l’istituto fu tra le prime realtà del territorio a introdurre la figura del coach umanista attraverso il progetto “ParticipAction”, finanziato dalla Fondazione Con i Bambini.

Da allora la scuola ha scelto di investire con continuità in uno spazio di ascolto e mentoring rivolto a tutti gli studenti, dal primo al quinto anno, offrendo loro un luogo di confronto con un adulto di riferimento. Lo sportello oggi si configura quindi come un presidio educativo stabile non solo per gli studenti, ma anche per docenti e famiglie, che possono trovare uno spazio di dialogo, orientamento e supporto nella gestione delle difficoltà educative e relazionali che spesso emergono durante il percorso adolescenziale.

Obiettivo del servizio, accompagnare i ragazzi nei momenti di difficoltà, sostenendoli nell’orientamento scolastico e personale, nella gestione delle relazioni, delle fragilità emotive e delle sfide che caratterizzano questa fase della crescita. «Il rinnovo del progetto – spiega il Dirigente scolastico Silvio Improta – conferma la volontà dell’istituto di mettere al centro il benessere degli studenti, riconoscendo il valore educativo dell’ascolto e della relazione come strumenti fondamentali per prevenire il disagio e favorire la partecipazione attiva dei ragazzi alla vita scolastica». Un percorso che punta non solo al successo tra i banchi di scuola, ma anche alla crescita della persona e alla costruzione di maggiore consapevolezza, autonomia e fiducia nelle proprie possibilità. «In questi anni abbiamo incontrato ragazzi che avevano semplicemente bisogno di essere ascoltati, accolti e aiutati a rileggere ciò che stavano vivendo», spiega la coach umanista Sara Bodio. «Spesso dietro a una difficoltà scolastica si nascondono fatica emotiva, senso di inadeguatezza, disorientamento o difficoltà relazionali. Offrire uno spazio di ascolto significa dare ai ragazzi la possibilità di fermarsi, riconoscersi e ripartire con maggiore consapevolezza. Allo stesso tempo, è importante che anche genitori e docenti possano sentirsi supportati in un lavoro educativo che oggi è sempre più complesso e richiede alleanza e condivisione». In un contesto sociale in continua trasformazione, esperienze come questa evidenziano l’importanza di costruire alleanze educative solide tra scuola, territorio e figure professionali capaci di accompagnare gli adolescenti nel loro percorso di crescita.

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AND1

AND1 è un progetto educativo e sportivo di nuova concezione, pensato per accompagnare i giovani atleti in un percorso di crescita che non si limita al risultato sul campo. Al centro ci sono la persona, le relazioni e il benessere psicofisico, con l’obiettivo di offrire un’esperienza completa e significativa.

Il progetto nasce da un’idea sviluppata all’interno di Basket Academy, frutto di un intenso lavoro di analisi, confronto e progettazione iniziato già dall’estate scorsa. Il suo valore è stato riconosciuto anche a livello istituzionale: AND1 è infatti sostenuto dalla Fondazione Perugia e realizzato in collaborazione con l’associazione “Risorse & Talenti”, da anni impegnata nella promozione dello sviluppo personale e delle competenze individuali.

Abbiamo approfondito il progetto durante l’aperitivo di oggi insieme a Sara Bodio, coach di Risorse & Talenti, e a Debora Giuliarini, membro dello staff dirigenziale di Basket Academy.

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Intervento Scuola per GENITORI (Spoleto)

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Intervento della diretta del 7 Aprile 2023

Webradio-Buonfigli

Webradio Bonfigli

L’intervista

«Scegliere assecondando le proprie attitudini Importante il ruolo dei genitori: mai imporsi»

La coach Sara Bodio spiega come orientarsi per le superiori
Confrontarsi sempre


Intervista alla coach Sara Bodio

Quali consigli ai ragazzi nella scelta della scuola superiore?

«Avete scoperto cosa vi riesce facile, in quale modalità preferite fare le cose, in quale ambito potreste sentirvi realizzati rendendo anche più felici gli altri? Rispondere a queste domande significa conoscere se stessi. Dovrete sperimentarvi, osservare, incontrare adulti, maestri, modelli a cui ispirarvi».

Perché gli adulti hanno scelto con maggior facilità di noi?

«Questi adulti alla vostra età si sono trovati a scegliere all’interno di un mondo apparentemente più piccolo. Oggi la vostra curiosità può spaziare verso nuovi mestieri e pensare di scegliere in via definitiva sembra darvi la sensazione di limitarvi».

Come possono i genitori aiutare i propri figli a scegliere la scuola superiore?

«I genitori dovrebbero educarvi con amore, autorevolezza e curiosità senza imporvi le proprie aspettative o proiettare su di voi i propri desideri mancati».

E se il ragazzo ha dei ripensamenti? I genitori come possono sostenere i figli?

«La difficoltà più grande per un genitore è scendere nel profondo della motivazione di questa crisi: questi momenti richiedono fiducia, scambio e confronto».

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Sara in caccia di talenti nascosti nelle periferie

Una gioventù destinata a perdersi, a commettere reati all’infinito, se qualcuno non corre in aiuto, pronto a sintonizzarsi su una lunghezza d’onda conosciuta da pochi. Nel 2014, un’amica, Fabiana Codiglioni fondò un’associazione, “Risorse e Talenti” che svolge attività di istruzione e accompagnamento di giovani, tra cui ragazzi in difficoltà, in alcuni casi, già finiti sotto il mirino della giustizia. Un lavoro complesso, con risultati che non si ottengono con la bacchetta magica, anzi le cadute sono propedeutiche per rialzarsi. Contano i risultati, come in tutti i campi, ma quelli ottenuti non vengono sbandierati ai quattro venti, a meno che un giorno accada di imbattersi in un ragazzo talentuoso. “I talenti appartengono a tutti, il nostro compito è individuarli e incanalarli nella giusta direzione. Per Blindi, il ragazzo di cui ci siamo occupati per il nido dopo la sua maggiore età e i suoi successi ottenuti a per uno talento artistico avevano elevato, fuori dal comune. Ha spopolato da subito con il suo canale You Tube, seguito da migliaia di follower: le sue prime canzoni erano molto incisive, orecchiabili, ricordo una delle prime, ‘Sotto sti palazzi’, che gli ha aperto le porte della televisione partecipando al programma X Factor. Quali meriti ha l’Associazione per quest’uomo? Non ci piace salire sul carro del vincitore, solo Blindi e la sua famiglia possono dirlo: abbiamo contribuito alla sua formazione, a rafforzare la sua autostima. Il nostro è un lavoro dietro le quinte, silenzioso, anche per motivi di privacy”.

Per Bodio e per la sua Associazione sono altre decine di giovani usciti dal fango dove erano finiti per motivi diversi, ma certamente legati all’ambiente in cui sono stati cresciuti, abbiano avuto scarsa partecipazione all’attività scolastica hanno fatto il resto. Da fuori può sembrare che tutti i casi di disagi si somiglino, ma non è così, ciascuno ha dei valori formativi, racconti e ogni dove vi è importantissimo. Quando il quadro è delineato si iniziano i colloqui, si prova a stabilire una relazione fiduciaria, si comprende il potenziale umano e di apprendimento. Per Maurizio (nome di fantasia) il sogno era di lavorare nella ristorazione. Il suo passato era compromesso da anni di spaccio di sostanze, figlio di genitori con carichi penali e dipendenze: oggi lavora e progetta il suo futuro come gestore di un locale, un piccolo imprenditore, come sognava quando lo incoraggiavano a frequentare l’Istituto Alberghiero di Assisi, per supportarlo poi nella ricerca del primo lavoro come barista. La stessa gioia regalata Margherita, una ragazza Rom che dal campo di una periferia di Roma si è trasferita in città per iniziare una nuova vita e dopo un anno di redenzione ha chiesto a Sara di essere la madrina di una figlia voluta. “Quella richiesta mi ha commosso, perché accompagna da un desiderio: qualcuno che si sarebbe presa cura della piccola come avevano fatto per la mamma”. C’è anche la storia di Marco che, per prima di conoscere suo figlio, dovrà raggiungere la maggiore età, ma soprattutto dovrà completare il percorso di consapevolezza, che prevede anche la prova di aver imparato a giocare con i bambini. I casi di cui ci occupiamo e che ci vengono assegnati da giudici e servizi sociali sono storie di vita, che obbligano tutti a vivere intensamente. Occorre amore, determinazione e pazienza e sacrifici che, non sempre, bastano per arrivare al lieto fine. Anzi, occorre considerare anche l’insuccesso, perché le dinamiche che mettiamo in moto hanno a che fare con la matematica”.

Mario Mariano

Approfondisci il progetto

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Progetti in cantiere

La creatività come occasione di lavoro

Per trenta ragazzi la sfida è già iniziata

di Filippo Partenzi

SPOLETO

L’obiettivo è quello di fornire alle giovani generazioni nuove competenze ed abilità spendibili poi nel mondo del lavoro. È il bilancio registrato fin qui, nonostante le complicazioni connesse all’emergenza sanitaria, è più che positivo. Sono infatti oltre 30 i ragazzi, con un’età compresa tra i 14 e i 20 anni, coinvolti dall’iniziativa dal titolo Progetti in cantiere promossa dalle associazioni Uovo di Colombo, Bisse e I Miei Tempi.

Ad ospitare i laboratori ludico-didattici, ripresi nei giorni scorsi dopo lo stop imposto a marzo, sono il Creative Hub Cantiere Oberdan e lo Spazio Collicola. «La risposta è stata buona – ha detto la responsabile Agnese Talegalli – ed è bello vedere i ragazzi così attivi ed interessati agli argomenti proposti».

I corsi, tenuti da professionisti qualificati e finanziati dalla Regione mediante le risorse messe a disposizione dal Ministero delle politiche sociali, prevedono l’utilizzo di molteplici tecniche artistiche e creative che mirano a stimolare l’immaginazione degli allievi.

«Il gruppo di teatro sta lavorando, insieme a Jarred McNeil, sul ritmo e sul movimento». Quello di cinema invece, ideato da Graziella Bildesheim, sta consentendo ai partecipanti di conoscere i protagonisti di questo settore (registi, attori, autori). A registrare un buon successo sono pure le lezioni di musica con Claudio Scarabottini mentre il laboratorio dedicato all’orientamento e al coaching, a cura di Sara Bodio, si è concluso di recente.

«Era composto da giovani di 18 e 19 anni, che avevano l’esigenza di confrontarsi e chiedere informazioni per il loro futuro».

Scatterà invece a settembre “Vite in movimento” (11 gli incontri in programma) che permetterà ai frequentanti di scoprire, in compagnia delle insegnanti Arianna De Angelis e Sara Libori, tutti i segreti della danza contemporanea e dell’improvvisazione guidata.

Iscriversi, oltre che gratuito, è facile: basta collegarsi alla pagina Facebook ufficiale di Progetti in cantiere e compilare il form online con le informazioni richieste.

«Stiamo pensando di fare una piccola presentazione finale – ha rivelato la Talegalli – che metta insieme e celebri i vari percorsi. Vediamo come costruirlo. Il nostro intento è quello di creare una rete intorno al cantiere Oberdan e farlo diventare un punto di riferimento e di aggregazione per i giovani del territorio».

La struttura situata in piazza San Gabriele dell’Addolorata, nelle prossime settimane, diventerà quindi una vera e propria fucina di nuovi talenti.

Obiettivi ambiziosi

«È ripresa la caccia ai nuovi talenti»

Gli organizzatori puntano a una presentazione finale che riunisca e valorizzi i diversi percorsi laboratoriali.

Progetti in cantiere

Aumentano le richieste ai laboratori promossi da alcune associazioni locali.

Attualmente sono 30 i ragazzi, con un’età compresa tra i 14 e i 20 anni, coinvolti.

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Conosci te stesso: Sei a buon punto

Conosci te stesso: sei a buon punto

Decidere cosa fare da grandi?

L’imperativo delfico come massima per scoprire i nostri talenti

Decidere che cosa fare da grandi, e quindi quale scuola superiore scegliere, ci crea tanta ansia perché siamo tormentati dalla paura di sbagliare. Ci preoccupiamo di quello che possono pensare gli altri e le loro opinioni spesso ci condizionano, tendiamo spontaneamente a seguire la massa senza considerare i nostri veri desideri. Decidere ci crea ansia perché siamo influenzati dalle pressioni e dalle opinioni di adulti e genitori che non ci ritengono maturi per compiere una scelta autonoma e così, a volte, finisce che ci rifiutiamo di guardarci dentro per non assumerci alcuna responsabilità.

Nel corso del triennio della Scuola Secondaria di I grado, abbiamo avuto la possibilità di svolgere tanti progetti e attività che ci hanno aiutati a costruire la nostra identità, a renderci consapevoli dei nostri punti di forza e delle nostre attitudini. Per qualcuno le attività di scratch e coding sono state fondamentali per far emergere la propria passione in ambito logico-matematico e informatico, altri hanno scoperto l’interesse per lettere grazie ai laboratori di scrittura creativa e agli incontri con gli autori in classe. Altri ancora, cimentandosi nello studio di uno strumento, essendo la nostra scuola ad indirizzo musicale, coltivano il sogno di fare della musica una professione.

Pensandoci bene, crediamo che ogni giorno trascorso a scuola sia stato importante per arrivare a prendere una decisione personale ed efficace insegnandoci che è importante tenere conto dei propri interessi, ma anche delle attitudini personali. In questo percorso di crescita e conoscenza di noi stessi, l’aiuto più prezioso che la scuola ci ha offerto è stato lo sportello di ascolto, gestito da una coach motivazionale, che ci ha aiutati a renderci più consapevoli nel riconoscere i nostri veri talenti e le nostre reali attitudini, ad individuare quali limiti o difficoltà potrebbero impedire la realizzazione dei nostri sogni, senza smettere mai di continuare a sognare.

Abbiamo compreso bene che se si ha un’idea precisa di ciò che si desidera sarà più facile capire come realizzarla. Per esempio: se si desidera essere felici senza interrogarsi su che cosa si intenda per felicità, non sarà facile capire quali scelte compiere. “Progetto” deriva dal latino pro avanti e jectus ossia l’atto di gettare quindi “gettarsi avanti con la mente”, immaginando come realizzare ciò che si ha intenzione di fare. Non è semplice, nella vita si possono incontrare ostacoli e limiti, l’importante è imparare anche ad accettare piccoli compromessi senza mai abbandonare i propri ideali. Stiamo crescendo e vogliamo scegliere, consapevoli e liberi, il nostro futuro cogliendone sfide e gioie perché è così che si diventa grandi.