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Eudaimonia e motivazione – Istituto Agrario Vegni, Cortona

Scegliere che adulto diventare

Istituto Agrario “Vegni – Capezzine” | Cortona
Febbraio – Maggio 2024 | 40 ore

Un percorso formativo e laboratoriale rivolto agli adolescenti, realizzato nell’ambito delle azioni PNRR dedicate al potenziamento delle competenze, alla motivazione e all’accompagnamento degli studenti.

Il progetto nasce da una domanda semplice e allo stesso tempo profonda:

Che adulto vuoi diventare?

Non soltanto quale scuola scegliere, quale lavoro fare o quale risultato raggiungere, ma iniziare a interrogarsi sulla persona che si vuole diventare.

Il percorso

Attraverso il Coaching Umanistico e il Metodo di Orientamento Vocazionale (MOV), il percorso ha accompagnato i ragazzi in un lavoro di conoscenza di sé, delle proprie potenzialità e delle proprie motivazioni.

Un percorso di 40 ore, articolato in dieci incontri, nel quale abbiamo lavorato su:

  • la rilettura di sé e delle difficoltà proprie dell’adolescenza;
  • la motivazione e il rapporto con il proprio percorso formativo;
  • il riconoscimento delle proprie potenzialità, intelligenze e competenze;
  • l’autostima e l’autoefficacia;
  • l’autonomia e la capacità di assumersi responsabilità;
  • le relazioni con gli altri e con il contesto scolastico;
  • la scoperta delle proprie inclinazioni e della propria possibile vocazione;
  • la progettazione del proprio futuro.

Il mio ruolo

Ho condotto il percorso come esperta esterna e Life & Teen Coach, utilizzando il Coaching Umanistico come strumento per accompagnare i ragazzi nell’esplorazione delle proprie risorse e il Metodo di Orientamento Vocazionale (MOV) per lavorare sulla conoscenza di sé e sulla costruzione del proprio futuro.

Il mio compito non era dire ai ragazzi che cosa scegliere, ma creare le condizioni perché potessero iniziare a chiedersi:

Chi sono?
Cosa mi motiva?
Quali sono le mie potenzialità?
Che cosa voglio imparare?
Quale adulto voglio diventare?

Quando l’aula non basta

Lavorare con adolescenti significa anche capire che non sempre il modo migliore per entrare in relazione è rimanere seduti dietro un banco.

Per questo, durante il percorso, abbiamo alternato momenti di lavoro in aula ad attività realizzate negli spazi esterni dell’Istituto.

Cambiare ambiente ha significato anche cambiare prospettiva: creare uno spazio meno formale, favorire il dialogo e permettere ai ragazzi di sperimentare modalità diverse di partecipazione.

La mia restituzione alla classe

Al termine del percorso ho scritto ai ragazzi una lettera.

Una riflessione sull’adolescenza, sulle scelte e sulla possibilità di costruire consapevolmente la propria identità.

Non una semplice conclusione del progetto, ma un invito a continuare il lavoro iniziato durante quei dieci incontri.

“La bellezza del mio lavoro è osservarvi come farebbe uno scultore: cogliere in voi, come foste un grande blocco di marmo, ciò che potenzialmente potreste diventare…”

Leggi la lettera alla classe

Scegliere che adulto diventare

L’orientamento, per me, non è soltanto aiutare un ragazzo a scegliere una scuola o una professione.

È accompagnarlo nel processo più ampio attraverso il quale impara a conoscersi, riconoscere le proprie risorse, assumersi la responsabilità delle proprie scelte e immaginare il futuro che desidera costruire.

Perché prima ancora di chiedersi “Che cosa farò?”, forse vale la pena iniziare a chiedersi:

“Chi voglio diventare?”

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