Chi sono

Una storia di relazioni, significato e umanità

Sono Sara Bodio, Life & Teen Coach Umanista, nata a Bordighera il 2 giugno 1978, cresciuta nella provincia di Milano, oggi vivo e lavoro a Perugia, in Umbria.

La mia curiosità per il mondo e per le persone nasce davanti al mare e si sviluppa in una vita di esperienze raccolte in molteplici contesti: dalla grande distribuzione e il marketing, alla consulenza aziendale, fino alla scelta profonda di mettere al centro le relazioni umane e la crescita personale.

Il mio percorso ha trovato una direzione chiara quando ho incontrato il Coaching Umanistico: un approccio che accoglie l’esperienza di ciascuno con rispetto, curiosità e fiducia nel potenziale personale. Mi sono formata come Life & Corporate Coach, con una specializzazione nel Teen Coaching e nella mediazione giovanile, mettendo al servizio delle persone e delle organizzazioni il mio sguardo attento alle dinamiche relazionali e alla valorizzazione delle risorse interiori.

Negli anni ho avuto la fortuna di lavorare con:

adolescenti e giovani in orientamento e scelte di vita;

adulti in momenti di transizione personale o professionale;

team e realtà aziendali su comunicazione e benessere organizzativo;

associazioni e scuole su percorsi educativi integrati basati su ascolto attivo, consapevolezza e potenziamento delle competenze relazionali.

Collaboro e mi occupo dell sviluppo dell?Associazione Risorse & Talenti, realtà che da anni promuove metodologie di coaching umanistico nei progetti sociali ed educativi, valorizzando il potenziale di ciascuno e favorendo percorsi di auto-scoperta e crescita autentica.

Credo profondamente che la qualità delle relazioni, l’ascolto vero e la fiducia nelle possibilità di cambiamento siano al centro di ogni progetto umano — personale, educativo o professionale.

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CHI SONO PORTRAIT
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Il mio metodo

Il mio approccio – Il filo conduttore

Il mio lavoro nasce da un percorso fatto di esperienze diverse, contesti differenti e incontri profondi.

Ho attraversato mondi professionali diversi — azienda, educazione, sociale — e proprio nella varietà di queste esperienze ho riconosciuto il mio filo conduttore: le persone, le loro relazioni e le risorse che possono generare quando riescono a riconoscerle e metterle in gioco.

Credo che ogni persona, gruppo o organizzazione possieda risorse preziose, spesso difficili da vedere nei momenti di fatica, cambiamento o complessità.

Il mio approccio umanista parte da qui: dall'ascolto autentico, dall'accoglienza, dal rispetto dei tempi e dalla fiducia nel potenziale di ciascuno.

Per me è importante creare uno spazio in cui le persone possano sentirsi a proprio agio, senza giudizio e senza la sensazione di dover trovare subito la risposta giusta.

Ascoltare, fare domande, aiutare a mettere ordine e offrire prospettive diverse può permettere di guardare una situazione con occhi nuovi e di riconoscere possibilità che prima sembravano nascoste.

Che si tratti di un adolescente in cerca di direzione, di un genitore preoccupato, di un docente alle prese con una situazione complessa, di un professionista, di un team di lavoro o di una comunità, porto lo stesso sguardo: uno sguardo che integra consapevolezza, responsabilità personale e qualità delle relazioni.

Non lavoro per “aggiustare” le persone e non credo nelle soluzioni calate dall'alto.

Lavoro per accompagnare le persone a comprendere meglio ciò che stanno vivendo, riconoscere le risorse che già possiedono e trovare modi nuovi per affrontare ciò che hanno davanti.

Con i gruppi e le organizzazioni questo significa anche aiutare le risorse individuali a diventare risorse collettive: mettere in relazione competenze, valorizzare i contributi di ciascuno, costruire una direzione condivisa e, quando necessario, assumere la responsabilità di accompagnare un progetto nel suo sviluppo.

È qui che il mio lavoro incontra formazione, coaching, team coaching, progettazione e leadership.

Questo è il filo che unisce tutte le mie esperienze e i miei ambiti di intervento: aiutare persone, gruppi e organizzazioni a vedere ciò che hanno, a riconoscere ciò che possono diventare e a trasformarlo in possibilità concrete.

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